Xiaomi Mi 6


Escludere Xiaomi Mi 6 nella scelta dello smartphone da acquistare in questi mesi solo perché cinese sarebbe puro razzismo. Certo è che la situazione sul fronte della garanzia non è la stessa rispetto al servizio offerto da colossi ormai celeberrimi nei nostri mercati ufficiali, tuttavia Xiaomi ha dimostrato di saperci fare e di saper contrastare nomi blasonati quali Samsung ed LG senza alcuna paura, il tutto nonostante le mancanze storiche dei modelli al top della gamma. Non che sia una colpa di Xiaomi la mancanza della Banda 20 (800MHz) sui propri terminali della famiglia “Mi”, visto che non sono venduti ufficialmente in Europa, tuttavia per chi ha scelto operatori telefonici che non usano quelle frequenze Xiaomi rappresenta di fatto un brand da considerare.

È totale conferma di questa affermazione il nuovo Xiaomi Mi 6, uno fra i primi smartphone in assoluto ad adottare Qualcomm Snapdragon 835, la Mobile Platform americana a 10-nm, e uno fra i dispositivi mobile dal migliore rapporto qualità-prezzo oggi disponibili sul mercato. Abbiamo avuto modo di provarlo diffusamente e in queste pagine vi riportiamo le nostre conclusioni basate su aspetti oggettivi e soggettivi. Ma andiamo con ordine e prima parliamo di numeri. Come detto poco sopra Xiaomi Mi 6 adotta SD835, piattaforma basata su una CPU che contiene 8-core con architettura Kryo custom (niente Cortex di ARM) di cui quattro a 2,45GHz e gli altri quattro a 1,90 GHz. Il SoC viene supportato da ben 6 GB di RAM (più di 4 liberi all’avvio) e 64/128 GB di storage, mentre lato display troviamo un pannello LCD IPS da 5,15 pollici a risoluzione Full HD.

Mi 6 sul portale di e-commerce Gearbest (qui il link)

In questo modo possiamo riportare le nostre impressioni sullo smartphone nel modo in cui viene ricevuto dall’utente acquistandolo dallo store, senza aver necessità di compiere operazioni sullo stesso. La ROM custom introduce la suite delle applicazioni Google (fra cui Google Play Store) e pochissimo altro software, senza risultare invasiva con bloatware inutile o, peggio, adware. Proprio per questo abbiamo deciso di non installare la ROM Global ufficiale.

Xiaomi Mi 6
OS Android 7.1 MIUI 8 (Custom)
Processore Qualcomm Snapdragon 835
4 x Kryo 280 @ 2,45 GHz
4 x Kryo 280 @ 1,90 GHz
RAM 6 GB
Display LCD IPS 5,15″
Risoluzione 1920 x 1080 (428 PPI)
Storage 64 GB
Fotocamere Retro 12 MP f/1.8 27 mm + 12 MP f/2.6 52 mm
Flash Dual-LED – OIS – PDAF
Video 4K@30fps
Fronte 8 MP
Connettività 4G LTE-A – No Banda 20
Wi-Fi 802.11ac dual-band
Bluetooth 5.0
GPS / A-GPS / GLONASS
NFC
Sensore d’impronte frontale
Porte USB Type-C
No audio da 3,5mm
Batteria Li-Ion 3.350 mAh non rimovibile
Ricarica rapida
Dimensioni 145,2 x 70,5 x 7,5 mm
Peso 168 g

Caratteristica peculiare dello smartphone è la sua fotocamera posteriore, che si basa su un approccio che abbiamo già visto con altri produttori: i moduli posteriori sono due, uno con obiettivo con lunghezza focale da 27 millimetri e l’altro con lunghezza focale da 52 mm per consegnare all’utente uno zoom 2X di tipo ottico. Entrambi utilizzano un sensore da 12 megapixel, ma ovviamente l’apertura di diaframma è più ampia sul modulo standard (f/1.8), inferiore sul modulo tele (f/2.6). La fotocamera posteriore viene abbinata ad un flash a doppio LED, può registrare video alla risoluzione 4K e mette a fuoco attraverso la tecnica a rilevamento di fase, utilizzata da diversi top di gamma delle ultime generazioni.

Lo smartphone utilizza inoltre un sensore di impronte situato nella parte frontale del dispositivo e per la ricarica (rapida con l’adattatore in dotazione) fa affidamento ad un connettore USB Type-C. Questa è l’unica porta lungo la scocca, dal momento che – come fatto da Apple e altri brand – manca il jack audio da 3,5 millimetri per auricolari e cuffie, ma viene dato l’adattore apposta. In dotazione nella scatola originale troviamo un adattatore da USB Type-C a porta da 3,5 millimetri, ma ovviamente chi vuole ascoltare l’audio in cuffia e nel frattempo caricare il proprio smartphone non può farlo con quanto presente in dotazione con il Mi 6. La batteria è da 3.350 mAh e non può essere sostituita in maniera rapida.

 

Design

Esteticamente Xiaomi Mi 6 è uno smartphone ben riuscito e riconoscibile, che non si confonde con la concorrenza nonostante il logo Mi non sia impresso lungo la superficie frontale.

Da spento è molto difficile distinguere il confine del display e quello delle cornici, con lo smartphohne che si presenta in maniera impeccabile e che può tranquillamente essere messo a confronto con i top di gamma di altri produttori.

Lungo la parte frontale troviamo solo tre elementi riconoscibili alla vista: in alto la fotocamera frontale da 8 megapixel e la capsula telefonica, in basso il tasto Home in posizione ribassata con uno scalino che lo rende facilmente individuabile anche senza guardare il terminale.

Rispetto a Xiaomi Mi 5 il nuovo modello guadagna il vetro 2.5D con angoli arrotondati anche lungo la parte frontale, ed è di vetro anche la scocca posteriore (la versione da 128GB utilizza una scocca addirittura in ceramica, leggermente più pesante), i cui lati sono evidentemente smussati per favorire l’ergonomia. Lo smartphone risulta un po’ scivoloso durante l’uso, e il vetro lucido dietro trattiene inevitabilmente le impronte di chi lo usa. Per smorzare queste due caratteristiche Xiaomi offre una custodia morbida nella dotazione originale, che peggiora sia il bell’aspetto esteriore del dispositivo che la sua ergonomia. La parte posteriore dello smartphone è estremamente essenziale: in alto a sinistra troviamo flash a doppio LED e i due moduli fotografici, in basso al centro il logo Mi.

I dettagli del frame in metallo sono realizzati con dovizia, o dovremmo dire da dispositivo premium. Anche la parte di metallo è lucida e non troppo distinguibile dalle due superfici in vetro, e contiene: in basso le due griglie per altoparlante e microfono con al centro la porta USB Type-C, da una parte tasto d’accensione e selettori del volume, dall’altra l’alloggiamento per le due SIM. La dotazione è abbastanza scarna, ma poco importa visto il prezzo di listino: mancano ad esempio gli auricolari, carenza che si fa sentire soprattutto per la mancanza di una porta “audio combo” da 3,5 millimetri. Avremmo sicuramente preferito un paio di cuffie USB Type-C in dotazione.

Non ci è piaciuto particolarmente il feedback aptico del motorino per la vibrazione: se quello di Galaxy S8 può essere decisamente vellutato (ad esempio digitando i tasti della tastiera virtuale) e potente (nelle notifiche), quello di Xiaomi Mi 6 è sempre troppo forte, caratteristica tipica degli smartphone più economici. Sì, lo sappiamo… siamo troppo pignoli.

Si ringrazia Andrea Galeazzi

Display

Sulla base dei test che abbiamo effettuato utilizzando un colorimetro professionale, possiamo dire che il pannello usato da Xiaomi nel suo Mi 6 è di buona fattura: i colori vengono riprodotti tutti fedelmente, con il triangolo di gamut di riferimento che viene coperto nella sua interezza.

Abbiamo riscontrato una leggera sovrasaturazione in praticamente tutte le tonalità, con il bilanciamento del bianco che è molto vicino al riferimento. Quasi impeccabile.

L’unico difetto evidente del display di Xiaomi Mi 6 è con gli angoli di visione, che sono ottimi per quanto riguarda la riproduzione dei colori, ma ad angoli elevati il nero tende a schiarirsi visibilmente.

Il display dello smartphone è infine estremamente luminoso, con una luminanza massima che sfiora le 500 cd/m² con un rapporto di contrasto molto elevato, pari a circa 820:1. Questo significa che Xiaomi Mi 6 è fra i cellulari che si utilizzano meglio in ambienti esterni, anche sotto la luce diretta del sole.

LG G6

Software ed esperienza d’uso

Il software è l’aspetto che più minaccia il successo di Xiaomi, e non per le qualità intrinseche dello stesso. Indendiamoci, la MIUI 8 è probabilmente una fra le migliori personalizzazioni Android esistenti sul mercato, non tanto per l’aspetto esteriore – che è un aspetto puramente soggettivo – quanto per le prestazioni offerte. Anche grazie allo Snapdragon 835, ma non solo, Xiaomi Mi 6 è uno smartphone estremamente fluido, reattivo ed affidabile, sia nella navigazione web con il browser nativo, che nell’esecuzione delle app, native e di terze parti.

 

Prestazioni e autonomia

Xiaomi Mi 6 adotta uno dei SoC migliori disponibili su piazza, lo Snapdragon 835 di Qualcomm stampato con tecnologie Samsung 10LPE a 10-nm. Si tratta di un SoC, o meglio una Mobile Platform come intende chiamarla Qualcomm, di ultima generazione basata esclusivamente su tecnologie proprietarie, come l’architettura Kryo per i core della CPU. Sono 8 in totale i core, quattro Kryo 280 Performance con frequenza operativa di 2,45 GHz e quattro Kryo Efficiency con frequenza operativa da 1,90 GHz. La GPU integrata nel SoC è anch’essa di fattura proprietaria, ed è il modello Adreno 540, mentre su Mi 6 la CPU è affiancata da un totale di ben 6 GB di memoria RAM. Ma diamo la parola ai nostri benchmark.

Inutile dire che lato prestazioni Xiaomi Mi 6 non pone limiti, consentendo all’utente di utilizzare qualsiasi software e qualsiasi videogioco presente su Google Play senza alcun problema. L’interfaccia del terminale scorre fluida in ogni circostanza, e anche le app native e di terze parti sono una gioia per gli occhi. Xiaomi ha compiuto un mezzo miracolo, rendendo i suoi smartphone Android fluidi quasi agli stessi livelli di un iPhone, che comunque ha un ecosistema proprietario e un’impostazione più chiusa.

Sul fronte dell’autonomia abbiamo effettuato i nostri consueti test affiancati all’uso quotidiano di tutti i giorni. Xiaomi Mi 6 si è comportato bene nei test sintetici, consentendo di raggiungere un’ottima autonomia operativa su singola carica soprattutto in navigazione Wi-Fi. La batteria integrata è da 3.350 mAh, numero interessante se consideriamo che il display è da “soli” 5,15 pollici e “solo” Full HD. Il tutto viene abbinato con il supporto della Quick Charge 3.0, che consente di recuperare una buona carica collegando il dispositivo alla presa di corrente per pochi minuti.

La batteria utilizza la carica veloce

Come anticipato il risultato è ottimo in navigazione Wi-Fi, paragonabile a quello di Redmi 4 Pro (che monta una batteria da 4.100 mAh ma SoC a 14-nm) e di poco inferiore rispetto ai mostri con batteria da circa 5.000 mAh.

 

Fotocamera

Il comparto fotografico di Xiaomi Mi 6 è piuttosto ricercato, e utilizza una soluzione a doppio modulo molto simile per approccio a quella di iPhone 7 Plus. Il sensore principale è un Sony IMX386 Exmor RS da 0,24″ e 12 MP con pixel da 1,23 micrometri, supportato da un obiettivo f/1.8 luminoso con lunghezza di focale equivalente a 27 millimetri. Il secondo sensore è sempre RGB e da 12 MP, ma viene abbinato ad un obiettivo da 52 millimetri equivalenti con apertura di diaframma f/2.6. Entrambi i moduli possono sfruttare un flash a doppio LED. A cosa serve una soluzione così complessa? Le funzionalità permesse sono piuttosto simili a quelle di iPhone 7 Plus. Il secondo modulo può essere utilizzato per avvicinare l’inquadratura di scatto, come se fosse un tele, oppure per realizzare ritratti con soggetti a circa 2 metri di distanza. L’app Fotocamera integrata implementa anche una modalità Manuale che consente di selezionare singolarmente le impostazioni di scatto.

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